 {"id":13823,"date":"2024-10-29T11:24:20","date_gmt":"2024-10-29T10:24:20","guid":{"rendered":"https:\/\/stc.uniroma2.it\/?p=13823"},"modified":"2025-02-10T10:52:55","modified_gmt":"2025-02-10T09:52:55","slug":"intervista-alla-prof-ssa-emanuela-gatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/stc.uniroma2.it\/?p=13823","title":{"rendered":"Intervista alla prof.ssa Emanuela Gatto"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Trasformare scarti in opportunit\u00e0: la storia della prof.ssa Emanuela Gatto e della start-up Splastica come esempio di innovazione sostenibile<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-default\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/stc.uniroma2.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/intervista_profssaEGatto-834x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13824\" width=\"209\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/stc.uniroma2.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/intervista_profssaEGatto-834x1024.jpg 834w, https:\/\/stc.uniroma2.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/intervista_profssaEGatto-244x300.jpg 244w, https:\/\/stc.uniroma2.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/intervista_profssaEGatto-768x943.jpg 768w, https:\/\/stc.uniroma2.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/intervista_profssaEGatto.jpg 977w\" sizes=\"auto, (max-width: 209px) 100vw, 209px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Emanuela Gatto \u00e8 professoressa associata di Chimica Fisica presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Roma \u201cTor Vergata\u201d. La sua attivit\u00e0 scientifica riguarda la progettazione e la realizzazione di nuovi materiali sostenibili per applicazioni nell&#8217;ambito del fotovoltaico organico, della sensoristica e delle bioplastiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha prodotto pubblicazioni internazionali su riviste peer-reviewed e tre brevetti nazionali, di cui due estesi a livello internazionale. E\u2019, inoltre, responsabile scientifica di progetti nazionali ed ha partecipato a numerosi progetti europei. Da diversi anni \u00e8 inoltre CEO e co-fondatrice dello spin-off SPlastica.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio per questo ultimo motivo abbiamo deciso di intervistare la professoressa, cercando di capire come i risultati delle sue ricerche sugli scarti del latte, siano riusciti ad uscire dal laboratorio per entrare nel mondo imprenditoriale, creando una societ\u00e0 che raccoglie visibilit\u00e0 e successi, realizzando quello che l\u2019Universit\u00e0 chiama trasferimento tecnologico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qual \u00e8 stato il primo contatto con l\u2019Ufficio di Trasferimento Tecnologico? Che tipo di assistenza ricercava e quali servizi Le sono stati offerti circa la valorizzazione dei risultati della ricerca?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il primo contatto \u00e8 avvenuto nel 2018 quando con il mio gruppo di ricerca volevamo capire se gli studi che stavamo portando avanti sugli scarti del latte potessero avere ulteriore sviluppo su un piano imprenditoriale. Perch\u00e9, come ben sappiamo, se alla ricerca in laboratorio non segue uno sviluppo industriale, una ricerca rischia di rimanere nel cassetto e non avere il giusto sviluppo, nonch\u00e9 poca visibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di tutto, l\u2019obiettivo era sapere di pi\u00f9 sulla protezione intellettuale della nostra ricerca, perch\u00e9 spesso noi ricercatori non consideriamo, o poco ne sappiamo, di questi aspetti e tralasciamo la tutela dei risultati degli studi che portiamo avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Se c\u2019era margine per un tipo di sviluppo imprenditoriale, allora bisognava approfondire questa tematica e l\u2019unico modo era iniziare col chiedere alla nostra Universit\u00e0; nello specifico, agli Uffici che si occupano proprio di Trasferimento Tecnologico. Con loro abbiamo da subito pensato di partecipare con la nostra idea alla&nbsp;<a href=\"https:\/\/startcuplazio.it\/promotori\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Start Cup Lazio<\/a>, la Business Plan Competition regionale che promuove la nascita di nuove imprese ad alto contenuto innovativo nel sistema della ricerca laziale. L\u2019idea ci permetteva immediatamente di fare una serie di passaggi interni per costituirci come start-up innovativa e presentarci come societ\u00e0; una forte accelerata di passo rispetto ai nostri studi di laboratorio! Nel giro di un anno siamo quindi stati catapultati dalle nostre ricerche sulle bioplastiche in un percorso che ci ha permesso di avviare un\u2019iniziativa imprenditoriale,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.splastica.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">SPlastica<\/a>, costituendo una Spin off di Ateneo e vincendo subito il primo premio come Miglior Idea di Impresa ad alto contenuto tecnologico nata in un centro di Ricerca del Lazio insieme al Premio speciale per l\u2019imprenditoria femminile al PNI 2018 (Premio Nazionale per l\u2019Innovazione).<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel momento \u00e8 stato un susseguirsi di partecipazioni ad eventi, call e bandi, spesso supportati e sponsorizzati dagli uffici di Ateneo e da Lazio Innova, i quali hanno sempre stimolato e divulgato le diverse possibilit\u00e0 di finanziamento. Soprattutto nella prima fase, il loro supporto \u00e8 stato anche di tipo normativo; ad esempio, nel momento in cui si \u00e8 resa necessaria la presentazione di domande di partecipazione o redazione di contratti di sfruttamento del brevetto e\/o di tutela dell\u2019invenzione, dell\u2019utilizzo dei dati, rapporto con gli stakeholder, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pu\u00f2 raccontarci pi\u00f9 nel dettaglio di cosa si occupano le vostre ricerche?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I nostri studi di laboratorio hanno riguardato sin dall\u2019inizio l\u2019utilizzo degli scarti del latte come materia prima per produrre oggetti o imballaggi. L\u2019idea \u00e8 nata quando, in una delle lezioni volte a promuovere lo studio delle discipline scientifico-tecnologiche (STEM) nei licei, un ragazzo mi fa una domanda molto semplice su quanto i ricercatori stessero partecipando in modo concreto alla creazione di materiale non inquinante. La lampadina si \u00e8 accesa ed \u00e8 cominciato il viaggio verso la rivalutazione dell\u2019uso del latte per essere utilizzato come materiale alternativo alla plastica. Dalle ricerche sulle bioplastiche nasce poi il primo prodotto, l\u2019SP-Milk, una sorta di plastica alternativa, realizzata a partire dal latte, utilizzando i biopolimeri naturali invece dei combustibili fossili. SP-Milk \u00e8 in grado di sostituire tutti i tipi di plastica rigida ed ha molteplici applicazioni: dal packaging rigido ai giocattoli, dal medicale al settore high- tech e il prodotto finale \u00e8 tranquillamente applicabile sia nella grande, sia nella piccola distribuzione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea ha quindi due scopi fondamentali: risolvere, o quanto meno limitare, l\u2019utilizzo della plastica e sfruttare l\u2019enorme quantitativo degli scarti del latte, che nel nostro Paese \u00e8 particolarmente rilevante.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qual \u00e8 la ragione che l\u2019ha spinta ad investire tempo nella valorizzazione della sua ricerca tramite un\u2019iniziativa imprenditoriale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sapevamo il potenziale delle nostre ricerche ed avevamo bisogno di portarle avanti, ma avevamo anche bisogno di supporto tecnico e finanziario. L\u2019Ateneo, Lazio Innova, Unindustria e i diversi premi, ci hanno aiutato molto a colmare il gap tra il lavoro in laboratorio e quello per la creazione e lo sviluppo dell\u2019impresa. Il salto nel vuoto c\u2019\u00e8 comunque stato. Tutto il lavoro dietro la start-up ha richiesto coraggio e impegno, soprattutto perch\u00e9 la nostra vera natura non \u00e8 quella di essere imprenditori, ma sapevamo che era la strada da perseguire per il giusto sviluppo del prodotto.<\/p>\n\n\n\n<p>Col tempo ci sono stati tanti riconoscimenti provenienti dal mondo accademico, mediatico ed imprenditoriale ed anche molte email con messaggi di supporto ed apprezzamento da parte di persone comuni che, venendo a conoscenza della nostra scoperta, ci hanno incoraggiato ad andare avanti nella nostra avventura. E\u2019 stato davvero motivante!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 soddisfatta di aver iniziato questa avventura imprenditoriale e che impatto pensa possa avere sulla collettivit\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sicuramente posso dirmi molto soddisfatta del viaggio di Splastica. La societ\u00e0 sta ampliando i propri confini collaborando con altri stakeholders e continua a raccogliere riconoscimenti. Penso ai recenti \u201cPremio Marisa Bellisario e Intesa San Paolo &#8211; Women Value Company\u201d, riconoscimento dedicato alle donne che si sono distinte in vari settori o il \u201cPremio Women TechEU\u201d, iniziativa finanziata dall\u2019 Unione Europea per premiare imprenditrici di startup deep-tech.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho anche ricevuto soddisfazioni in termini personali. Sono stata invitata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a partecipare alla Festa della Repubblica come giovane ricercatrice, ho realizzato un talk TED-X e diversi canali televisivi hanno parlato della nostra esperienza. Tutto ci\u00f2 ha generato molto impatto e curiosit\u00e0 a livello di pubblico non addetto ai lavori, forse perch\u00e9 i temi della sostenibilit\u00e0 e del riciclo dei materiali sono decisamente pi\u00f9 familiari ora rispetto a quando abbiamo cominciato. Sono sicura che nel nostro piccolo siamo riusciti a far avvicinare molte persone, soprattutto giovani, a queste tematiche. I nostri laboratori ospitano molto volentieri studenti e dottorandi interessati a collaborare con la nostra realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ritiene che le universit\u00e0 dovrebbero puntare sulle competenze professionali dedicate alla valorizzazione dei risultati della ricerca scientifica?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Certo, questo \u00e8 un aspetto fondamentale. Personalmente so quanto \u00e8 complicato da ricercatore muoversi in un ambiente non familiare come quello imprenditoriale. Lo so anche perch\u00e9 molti miei colleghi e colleghe mostrano le stesse titubanze nel momento in cui si presenta l\u2019occasione di uscire dal laboratorio, ma per esperienza posso sentirmi di dire che con l\u2019aiuto delle persone giuste \u00e8 possibile traghettarsi dall\u2019 altra parte e vedere orizzonti inaspettati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro team di ricerca ha dovuto sviluppare competenze amministrative e commerciali, per cui ora siamo decisamente pi\u00f9 esperti di prima, ma se all\u2019inizio non ci fossero state le indicazioni degli uffici avremmo probabilmente avuto momenti di impasse e scoraggiamento. La disponibilit\u00e0 a supportare il team negli aspetti amministrativi e legali \u00e8 un elemento da non sottovalutare per spingere i ricercatori e le ricercatrici oltre la loro comfort zone!<\/p>\n\n\n\n<p>Per approfondimenti sulla realt\u00e0 di Splastica:&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.splastica.com\/\">https:\/\/www.splastica.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trasformare scarti in opportunit\u00e0: la storia della prof.ssa Emanuela Gatto e della start-up Splastica come esempio di innovazione sostenibile Emanuela Gatto \u00e8 professoressa associata di Chimica Fisica presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Roma \u201cTor Vergata\u201d. 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